É morta una nazione e con lei una democrazia, la sua storia, tradizioni e costumi. E' morto il Venezuela.
Oggi 18 Aprile, il Consiglio Nazionale Elettorale, ente dello stato, organismo della ex Repubblica del Venezuela é latitante giá che ha rifiutato sottomettersi alla sentenza del massimo tribunale elettorale della repubblica, sentenza che lo obbliga a chiamare alle urne per il referendum revocatorio di chi afferma essere ancora il presidente della nazione.
Forse il titolo puó sembrare esagerato, peró se si esamina con attenzione ci renderemo conto che uno Stato, una nazione democratica e moderna é cosituita da un territorio con i suoi abitanti, vari enti separati e indipendenti che sotto la guida di una costituzione e di un insieme di leggi creano un insieme efficiente e democratico tale, da permettere al cittadino di vivere e prosperare nel territorio geografico che determina lo spazio fisico della nazione stessa.
Chiaramente i responsabili di tale organizzazione, denominata Stato, compiono e rispettano quanto indicato nelle leggi, non solo, esercitano un mutuo e costante controllo affinché nessun potere pubblico assuma posizioni di privilegio permettendo cosí il perfetto equilibrio e l' alternabilitá della moderna democrazia. Tutto questo in Venezuela si e' rotto, o meglio lo hanno distrutto al punto che i poteri pubblici si fagocitano mutuamente autodistruggendosi, immolandosi sull'altare della rivoluzione. L'attuale presidente é oggi come oggi, legalmente revocato giá che si oppone con la forza delle armi a quanto indicato dalla costituzione nazionale. Le varie sale del tribunale supremo cercano disperatamente di annullarsi per perdere alla fine, tutte senza esclusione, ogni potere e credibilitá.
Le forze armate, trasformate in un gruppo politico in difesa di un progetto ideologico, sono oramai solo un esercito di uomini che, utilizzando le armi di una nazione, impongono ció che é stato mal chiamata rivoluzione e che in realtá é solo un braccio del castrismo cubano. Le leggi economiche sono state sequestrate cosí come il sistema valutario che permette al cittadino poter liberamente disporre del suo denaro dentro e fuori il Paese. La legge civile e penale non esiste piu', in quanto la sua interpretazione cambia d'accordo agli interessi della rivoluzione, come chiaramente affermato dalla Procura Generale della Repubblica e proprio per questo gli accusati di omicidio sono oggi innocenti e dichiarati eroi della patria. Si puó chiamare questa una Nazione? O sarebbe meglio dire che si tratta di un terrtorio nel quale vivono, anzi, sopravvivono un certo numero di abitanti che tutte le mattine escono a lottare nella speranza di poter tornate a casa e ridare alla famiglia l'indispensabile e soprattutto, salvando la vita che, in questo spazio senza legge, non ha piú nessun valore. Come si puó affermare che il Venezuela non rispetta gli accordi firmati sia alla OSA come all' ONU e la OIT ? Il Venezuela come nazione giá non esiste.
E' rimasto solo un territorio molto simile al Far West cinematografico nel quale il piú forte, il piú veloce, é il migliore e attualmente dobbiamo riconoscere che il piú feroce e senza scrupoli, che ha la capacitá di vincere nel terreno della violenza é l'attuale leader rivoluzionario castrista, il bolivariano Hugo Chavez. Il leader trascorre interminabili ore di fronte alle camere della televisione cantando e raccontando delle gesta rivoluzionarie, dei fascisti e dei miserabili borghesi, mentre la gente, la nostra gente, sta morendo di fame. In un paese nel quale tutto il petrolio, l'oro, i diamanti, il ferro, l'allumino va nelle tasche della rivoluzione e dei suoi gerarchi.
Sino ad ora 180 mila milioni di dollari. Peró come qualunque malfattore furbamente deve dividere il bottino con i suoi complici, cosí il regime utilizza parte del denaro per corrompere, comprare, inginocchiare amici e nemici che infiltrati fra i cittadini comuni, quelli che lottano per una nazione vera, seminano le basi della discordia e della sconfitta.
Chi non ricorda la famosa quinta colonna? Quando sparisce un Paese, una nazione, cosa fanno gli altri? Lo accolgono ancora in quello che pomposamente chiamano il concerto delle nazioni? Lo considerano un governo rispettabile che puó far fronte agli accordi sui diritti umani? Il Venezuela non esiste piú e la Venezuela bolivariana che appare sulle carte geografiche é solamente un territorio abitato nel quale non vale né la legge né la costituzione e molto meno il rispetto umano, un territorio pirata.
Potrebbe forse chiamarsi in un futuro "Repubblica socialista bolivariana" Chissa? In alcuni paesi si usa giá.
Maria Luz FdC
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GLI SQUADRONI 'FANTASMA' SEMINANO IL TERRORE DURANTE LA NOTTE
Testimoni dell'ubanizzazione Miranda hanno visto quando membri di una pattuglia 'fantasma' hanno bloccato un cittadino italiano Bruno Biella, di 66 anni, per poi sparargli ed abbandonare il cadavere. Gli antisociali, che negli ultimi giorni hanno seminato il panico ed il terrore nelle diverse urbanizzazioni e parrochie della capitale, hanno provocato una quantita' non precisata di feriti.
Biella si era recato al'urbanizzazione Miranda per far visita al figlio ma si era dovuto fermare a causa di una manifestazione di protesta. Raccontano i testimoni che il malcapitato signore viveva in Venezuela da 45 anni, aveva implorato che non lo uccidessero. Gli abitanti delle zone limitrofi all'autostrada hanno lanciato oggetti agli agressori, purtroppo pero' era troppo tardi.
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Caracas 25 Febbraio 2004
É caduta la maschera democratica dal volto di Hugo Chavez e della sua rivoluzione, annullate praticamente milioni di firme per evitare una chiamata alle urne elettorali
Ieri Martedi grasso, approfittando delle festivitá del carnevale alle 23 il Consiglio nazionale Elettorale per bocca del suo presidente Francisco Carrasquero annunciava alla nazione che milioni di firme depositate dai cittadini per sollecitare il referendum reocatorio del presidente Hugo Chavez sono state sospese in attesa di ulteriori verifiche. Tale procedimento assolutamente illegale e incostituzionale in realtá, priva i cittadini di esercitare uno dei diritti e doveri piú importanti nei paesi democratici, il diritto al voto e per conseguenza scegliere in pace e libertá i propri governanti. Con un breve discorso il Sig. Carrasquero prima e il Sig Rodriguez poi, entrambi allieati del regime, informavano , in fragrante violazione a tutti i diritti costituzionali , che l'ente eletorale non ha la certezza che le firme raccolte corrispondano realmente a quelle dei cittadini e pertanto i titolari di quelle che sono considerate dubbiose, circa un milione e mezzo, dovranno di nuovo presentarsi negli appositi uffici e firmare ancora una volta, visto che lo stesso CNE non ha un banco di dati per poter effetuare un controllo.
In poche parole milioni di persone dovranno in solo pochi giorni 4 o 5 al massimo recarsi presso il CNE e stampare di nuovo la propria firma sotto gli occhi attenti di un gerarca del regime. Di fronte a tale assurdo giuridico la stessa OAS cosi come il Centro Carter e la delegazione degli Stati Uniti tutti invitati come osservatori hanno suggerito di prelevare alcune firme a campione per effettuare tali controlli e accelerare o meglio rendere possibile il procedimento, in caso contrario se si dovessero ripetere tutte le rubriche, come pretende il regime, significherebbe annullare completamente il processo elettorale. Mentre Hugo Chavez si dedica a comprare voti a cambio di concessioni nel gruppo dei paesi del Caricom ( Paesi del Caribe ) nel caso la questione dovesse arrivare alla OAS o alla ONU, invia i suoi emissari come Carrasquero e Rodriguez a fare il lavoro sporco con le spalle coperte dall'inneffabile vice presidente J.V.Rangel .
Un'altra dolorosa stazione nella via crucis alla quale il regime di Hugo Chavez stá sottomettendo il popolo venezolano. Per ogni metro che li avvicina al Calvario del referendum aumenta la pressione del regime, gli insulti, la violenza e il cinismo di colui che fu eletto per portare il benessere alla nazione. Uno stato di funzionari corrotti, di soldati che oramai sono solamente mercenari di una giustizia che funziona solamente per coloro che si inginocchiano al potere e di uno stato che invece di proteggere i cittadini li umilia dopo averli spogliati dell' unico autentico diritto, la libertá e la democrazia. Tutti i partiti democratici di opposizione nonostante la rabbia e la delusione, hanno espresso la volontá di appoggiare totalmente la proposta degli osservatori e della OEA con la decisa assoluta posizione di seguire nel cammino della pace ed evitare la trappola della violenza nella quale li vuol far cadere il regime. Daranno il loro appoggio gli altri membri della comunitá democratica del mondo o si limiteranno solo a osservare come Ponzio Pilato ?
Maria Luz FdC
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Caracas 14 Febbraio 2004
Oggi nella capitale del Venezuela una gigantesca dimostrazione ha marciato per far rispettare la validitá del referendum revocatorio contro Hugo Chavez.
Decenas de miles de opositores al presidente venezolano, Hugo Chávez, se movilizaron hoy sábado en Caracas para exigir a la autoridad electoral que acelere la decisión sobre un referendo revocatorio contra el gobernante
Cosí apre CNN il suo notiziario stellare nel quale la gigantesca dimostrazione di ripudio del popolo venezuelano al regime castro-bolivariano di Hugo Chavez ha generato la notizia del centro mondiale. In realtá, per noi che abbiamo presenziato la marcia, la quantitá dei partecipanti superava ampiamente le 300 mila persone, dimostrazione che si é svolta solo nella cittá capitale.
No obstante, el ministro de Comunicación, Jesse Chacón, calificó la marcha como "un fracaso de la oposición" y al vicepresidente de la nación, José Vicente Rangel, le resultaron casi "invisibles" los manifestantes adversos al gobierno.
La fonte informativa ANSA accentua la ridicola posizione nella quale si é posto il regime raccogliendo le dichiarazioni tanto dell ministro Chacon come del vice presidente J.V.Rangel, i quali hanno definito la gigantesaca dimostrazione come un "fallimento o...quasi invisibile" dell' opposizione democratica.
Giusto ieri Hugo Chavez, durante una conferenza stampa, informava alla nazione e al mondo la ferma intenzione del regime di non accettare un' eventuale decisione affermativa del Consiglio Nazionale Elettorale sulla chiamata alle urne elettorali che definiranno la sua permanenza alla presidenza. "Non accetteró una decisione del CNE perché la raccolta delle firme é stata una gigantesca truffa elettorale e appelleró la decisione al tribunale supremo" ben sapendo che la suprema corte é totalmente sottomessa ai desideri del regime. Mentre elargiva i sorrisetti sornioni e strizzatine d'occhio ai corrispondenti internazionali, lanciava e rilanciava le solite accuse di cospirazione contro i partiti di opposizione.
Frasi fatte, fritte e rifritte lanciate in una opera tragico-comica da un mediocre aspirante a arcitipico dittatore sud americano. Magnificamente vestito e ornato, profumato, sornione sguardo complice e frasi che risuonano fra le vuote pareti di un palazzo nel quale é morta sia l' intelligenza che la rivoluzione. Un classico oramai dei "Banana Republic", del gorillismo sud americano nulla dentro e solo forza bruta fuori.
Mentre lui cantava il famoso "ridi pagliaccio" alla sala medio vuota dei corrispondenti, fuori, poco distante, giusto al limite degli uffici del famoso CNE i rappresentati dei partiti democratici sono presi a calci e pugni tra sassate e bastoni, alcune pistole e molti coltelli. Armameti tipici dei paramilitari bolivariani rivoluzionari e gli organi di sicurezza sorridendo come se stessero assitendo a un gioco di bimbi. L'atroce ingiuria di chiedere sia rispettato il diritto del popolo a libere elezioni deve essere pagata, secondo la guardia nazionale, con il sangue e il pestaggio.
Cosi come per Hugo Chavez 3.4 milioni di firme sono assolutamente irrilevanti, oggi la marcia di 300 mila venezuelani, solo in Caracas, chiedendo il rispetto delle firme raccolte é una dimostrazione fallita o totalmente invisibile. Il criterio é assolutamente identico, la rivoluzione non puó né deve avere avversari, e se li ha li distrugge. Anche qui é vigente il famoso slogan castrista " Rivoluzione o morte"
Maria Luz FdC
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Caracas 6 Febbraio 2004
I rivoluzionari di Hugo Chavez minacciano di non riconoscere i risultati delle urne elettorali e risolvere con la violenza un eventuale risultato sfavorevole al lider bolivariano.
Nuovamente utilizzando la tecnica del terrore il movimento rivoluzionario di Hugo Chavez per bocca della ala piú radicale e della sua portavoce Lina Rhon ha minacciato apertamente di non riconoscere qualunque risultato contrario alla rivoluzione possa sorgere nel prossimo referendum revocatorio. Al grido di " Rivoluzione o morte " lanciato dallo stesso Chavez durante l'ultimo incontro con i suoi fedeli il giorno 4 di Febbraio oggi ha fatto eco la ala piú radicale e violenta del movimento che per bocca della sua portavoce ha chiaramente affermato che non potranno mai accettare qualora i risultati delle urne elettorali possano indicare una rimozione del lider dalla presidenza delle republica. "Difenderemo con le armi la rivoluzione e il nostro lider Hugo Chavez" affermava la portavoce e fondatora del nuovo partito sorto nel seno del movimento rivoluzionario con la approvazione evidente dello stesso presidente il quale ben lungi dallo smentire ha permesso che quegli stessi facinorosi attaccassero una dimostrazione pacifica della opposizione che si svolgeva alle porte del Consiglio Nazionale Elettorale chiedendo urgenza nel processo di verifica delle firme raccolte al fine di convalidare la chiamata a referendum.
La utilizzazione delle tecniche del terrore o panico sulla popolazione civile, la utilizzazione di fondi della nazione per uso personale tale come finanziare la propria campagna politica, il mentire costantemente utilizzando un doppio linguaggio dentro e fuori della naziona dando al mondo la idea di una democrazia partecipativa che in realtá non esiste sono chiari segni che dovrebbero allarmare gli organismi internazionali e porli in stato di allarme rispetto a una pericolosa inclinazione dello stato venezuelano verso un regime totalitario. Se a questo si sommano il culto alla personalitá del lider Hugo Chavez che si é incrementato cosí come l'uso di bambini al chiaro stile dittatoriale, per adularlo sia in atti pubblici che di partito non possiamo che ricordare i momenti terribili della gioventú hitleriana, dei balilla o dei piccoli cubani che solo poche settimane fá recitavano discorsi al presidente, oramai vitalizio Fidel Castro. Secondo le ultime statistiche del centro SENDA oggi, anno 2004 il 34 % dei venezuelani sopravvive con 80 centesimi di euro al giorno cioé in termini numerici ben 8.5 milioni di venezuelani guadagnano solamente 80 centesimi di euro al giorno e fra loro esistono, cosiderati percentualmente, ben 680 mila italiani. Mentre il lider del movimento rivoluzionario ha blindato il suo futuro finanziario elevando le riserve del Banco Centrale a 22 mila milioni dollari si sono ridotte e ancor piú sottomesse le importazioni delle imprese private per mezzo del controllo valutario esercitato a discrezione politica e questo gli permette l'assoluto controllo delle grandi o medie aziende private che ancora operano nel paese.
Un controllo prezzi praticato con forti sanzioni repressive esercitato sulla rete di distribuzione commerciale consente a un sistema alternativo statale recentemente inaugurato da Chavez sotto il nome di Mercal sostenere la offerta e soddisfare anche se in forma solo parziale la richiesta dei prodotti fondamentali come carne,pollo, pasta, riso ecc. Nonostante tali controlli e dovuto alla gran massa monetaria circolante lanciata con fini politici nel mercato la svalutazione reale del Bolivar, moneta nazionale, ha raggiunto in alcuni prodotti fra i quali disgraziatamente gli alimentari un 40 % solo nell'anno 2003 e le previsioni per il 2004 in corso sono poco riconfortanti giá che la moneta locale nell'ultimo anno é passata da un valore di 700 bolivares per dollaro americano a 3100 per dollaro, cambio reale contro il 1600, cambio dichiarato ufficiale. Sostenere un regime che si avvia definitivamente al totalitarismo cubano é estremamente costoso e per questo Chavez ha costituto una delle riserve piú ricche del sud america.
Sá che quest'anno sará crtitico e per dichiarare " rivoluzione o morte " deve sostenere il costo di un esercito oramai mercenario, di una forza parallela che lui definisce come riservisti ma che in realtá sono paramilitari e di un partito che assorbe sia per le campagne politiche interne che all'estero circa 2 milioni di dollari al giorno. Gli ingressi del petrolio non sono sufficenti e per questo ha deciso di ricorrere al nodo scorsoio della svalutazione brutale anche se chi realmente paga é la popolazione locale.
In Venezuela oggi si puó intravedere quello che potrá forse essere il futuro di tutto un continente. Possiamo considerarlo seriamente o semplicemente guardare dall'altra parte per poi dire " Che disgrazia ! " Io non lo sapevo...............se no.
Maria Luz FdC