Caracas – Sempre più vicini Fidel Castro e Hugo Chavez. In occasione di un recente incontro il Presidente venezuelano ha proposto a quello cubano una fusione delle risorse dei due Paesi e un ulteriore impegno di Cuba e Venezuela in tutti i Caraibi.
Chavez, che di fatto si candida a sostituire l'anziano Lider in qualità di capo dell'antiamericanismo, in una cerimonia ufficiale, lo scorso fine settimana in occasione della partenza di un aereo e due navi cariche di aiuti per Haiti, Giamaica, Cuba e Granada colpite dagli uragani, ha spiegato in quale maniera il Venezuela miri ad esportare nelle Nazioni caraibiche programmi sociali e sanitari.
"Storicamente – spiega il giornalista italo-venezuelano de El Universal ed RCR Radio, Roberto Giusti – il Venezuela ha sempre avuto un ruolo di 'protettore' delle Nazioni caribiche. In questo momento Chavez ha bisogno di avere alleati nei Caraibi per allontanare i sospetti e le accuse di violazione dei diritti umani, ma allo stesso tempo inaugura una strategia che si potrebbe definire 'castrista' e che il Venezuela già subisce da anni".
Il Venezuela provvede al fabbisogno cubano di idrocarburi, in pratica fornisce a L'Avana qualcosa come 53 mila barili di petrolio al giorno, rendendo Cuba praticamente dipende dalle proprie risorse. In cambio Castro restituisce il favore inviando personale medico, sanitario, scolastico (professori, allenatori sportivi) a lavorare nelle zone più povere del Venezuela.
"L'accusa rivolta dall'opposizione a Chavez- continua Giusti - è che questo personale sia, in realtà, composto da spie o comunque da persone che sfruttano il carattere sociale della loro professione per fare propaganda castrista. Diciamo che il discorso fatto dall'opposizione è chiaramente politico, ma non è la prima volta che si sente qualcosa del genere sui cubani mandati ad 'aiutare' altre popolazioni in difficoltà".
Infine la riflessione di Giusti si sposta sul referendum dello scorso 15 agosto, proposto dall'opposizione per verificare la tenuta del programma di Governo di Chavez che, alla fine, ne è uscito vincitore: "In effetti non c'è stata frode elettorale, le elezioni si sono svolte in tranquillità senza incidenti, ma lo stesso dottor Cesar Gaviria, componente del gruppo di osservatori che monitorava lo svolgimento delle consultazioni elettorali, ha parlato a lungo dell'influenza che Chavez mantiene sul Comitato Elettorale Nazionale e sulla sua presenza nei media, fattori che sicuramente hanno condizionato le scelte di voto di buona parte dei venezuelani".